L'INCHIESTA

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L'INCHIESTA

Messaggioda Darkman » ven 25 apr, 2008 19:56

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Anno 1986
Altri titoli The Inquiry
The Investigation
Durata 105
Origine ITALIA
Colore C
Genere RELIGIOSO, STORICO, THRILLER
Specifiche tecniche NORMALE
Tratto da "L'uomo di Nazareth" (1971)
Produzione SILVIO E ANNA MARIA CLEMENTELLI PER CLESI CINEMATOGRAFICA E FULVIO LUCISANO PER ITALIAN INTERNATIONAL FILM, SACIS, RAI
Distribuzione DLF - DOMOVIDEO

Regia
Damiano Damiani
Attori
Keith Carradine Tito Valerio Tauro
Harvey Keitel Ponzio Pilato
Phyllis Logan Claudia Procula
Lina Sastri Maria di Magdala
Angelo Infanti Trifone
John Forgeham Marco, servo di Tauro
Georgia Slowe Sara
Erik Schumann Flavio
Luciano Bartoli Criside
Silvan Uno stregone
Philip Locke
Francesco Carnelutti
Franco Fantasia
Soggetto
Suso Cecchi d'Amico
Ennio Flaiano
Sceneggiatura
Damiano Damiani
Vittorio Bonicelli
Fotografia
Franco Di Giacomo
Musiche
Riz Ortolani
Montaggio
Enzo Meniconi

Trama Tito Valerio Tauro, ambizioso funzionario dell'imperatore Tiberio, giovane "capace di costruire un processo anche su un piccolo sbaglio", si presenta al procuratore romano Ponzio Pilato con un rescritto imperiale che lo autorizza a svolgere un'inchiesta sulla sparizione del corpo di Gesù. Pilato sospetta che Tauro sia a Gerusalemme per ragioni politiche e teme per il proprio potere. Ma durante la festa per il compleanno dell'imperatore, Tauro dichiara pubblicamente di essere inviato a cercare il corpo di Gesù di Nazareth. La moglie di Ponzio Pilato, Claudia Procula, trasale e subito cerca un incontro privato con Tauro, il quale si illude baldanzosamente che la donna desideri essergli amante. Claudia lo conduce invece al sepolcro vuoto di Gesù, che ha conosciuto durante il processo davanti a Pilato: gli confida d'esser rimasta affascinata dalla personalità di quello straordinario ebreo e gli parla di certe dicerie sulla sua risurrezione, di cui sarebbe stata testimone una donna di Magdala ora scomparsa. Tauro inizia la sua inchiesta, interrogando varie persone: gli viene indicata anche la madre di Gesù, un'umile popolana. Frattanto Pilato inscena un finto ritrovamento del corpo di Gesù, per liberarsi dall'inquisitore: ma la finzione viene smascherata da Tauro, che provoca indirettamente un tafferuglio tra la folla, con morti, feriti e incendi suscitando il fiero risentimento di Pilato. Per raggiungere il proprio scopo, Tauro non rifugge neppure da azioni clamorose e spregiudicate: arresti, esecuzioni, prove raccapriccianti per sperimentare gli effetti della crocifissione. Sempre inutilmente. Finisce col ritenere Gesù vivo, e decide di rintracciare Maria di Magdala, per sapere da lei dove si sia nascosto. La ritrova in uno scosceso rifugio sulle alture deserte, lontano da Gerusalemme, a curare dei lebbrosi. Alle domande dell'inquisitore la donna risponde con semplicità di avere sempre con sé Gesù, perché lo serve nei sofferenti. Quando i lebbrosi lo circondano imploranti, ritenendolo il risorto Gesù, Tauro fugge, vagando a lungo, sperduto più ancora nel mistero, che nel deserto che lo circonda, finché incontra, esausto, la guarnigione romana di Pilato, che lo rifiuta e ne decreta la morte.

Note - RIPRESE EFFETTUATE IN TUNISIA CON LA COLLABORAZIONE DELLA CARTHAGO FILM.
- DAVID DI DONATELLO 1987 COME MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA A LINA SASTRI.
- PREMIO ALITALIA A SILVIO CLEMENTELLI E DAMIANO DAMIANI.
- LA REALIZZAZIONE DELLE VITTIME E' DI SERGIO STIVALETTI.

Quando un amico mi ha consigliato di vedermi questo film, mi aspettavo fosse un film molto statico, di tipo teatrale dato il soggetto ed ero restio dopo la delusione di Mel gibson con la sua PASSIONE.
Sorprendentemente e piacevolmente invece ha il respiro di un ottimo film storico d’azione e religioso insieme.
Tratto da un libro, “L’uomo di Nazareth”, nato da un trattamento di Ennio Flaiano (attinta da Anatole France), sceneggiato prima da Suso Cecchi D'Amico, poi da Vittorio Bonicelli e infine riscritto dal regista ha la brillante intuizione di partire dal freddo scetticismo di un non credente, Tito Valerio Tauro funzionario dell'impero romano (interpretato dall’ottimo Keith Carradine), che da moderno 007 cerca di scoprire la verità su Gesù con obietttività e alla luce dei fatti.
Questo percorso, effettuato da un non credente assume maggior interesse e rileggiamo il Vangelo da un’altra prospettiva, di chi vuole capire e non credere passivamente.
Il film si svolge come un’autentica inchiesta con indagini, interrogatori, autopsie, attentati e tentativi di insabbiamenti…
Un cammino verso la verità o perlomeno verso una conclusione: che sua inchiesta è fallita ( come scrive nel suo rapporto all’illuminato imperatore Tiberio), di non essere riuscito a scoprire se Gesù sia morto o risorto ma che esiste anche un mondo non fondato sulla paura (come quello dell’Impero Romano) ma sull’amore.
Anche se molti recensioni lo definiscono freddo, io invece vi ho trovato momenti molto intensi e commoventi in alcune scene.

Ho notato come i Romani, pur essendo i dominatori della Galilea, non interferivano affatto nelle loro questioni religiose permettendo anche le crudeltà delle lapidazioni: si rendevano conto, rispetto a molti nostri contemporanei, della differenza della loro irriducibile cultura…potevano dominare se rispettavano! Erano grandi!

Questa considerazione rientra a proposito delle nostre discussioni sull’Islam.

Un ottimo film che, da quanto ho capito leggendo una trama completamente sballata in Libero.it, non riporta fedelmente il libro e vanta un remake nel 2007 che mi piacerebbe vedere integralmente, con l’ex calciatore Daniele Liotti (che da credente convinto ha confessato di aver fatto il percorso inverso finendo nell’avere dubbi) e, addirittura, Dolph Lundgren nei panni di Brixos.
Ottima, anche se insolita per molti in quanto impegnato in denunce sociali nel presente, la scelta del regista Damiano Damiani. Ricordo, invece che si è ben cimentato in films storici come l’ottimo DELITTO MATTEOTTI e tanti altri.

Concludo con una curiosità. Mia figlia stava vedendosi LA CASA SUL LAGO DEL TEMPO, ma stava appisolandosi e appena ho finito questo (l’aveva riconosciuto da qualche scena) me l’ha sottratto e poi mi ha detto: “Questi sono films”..e poi dicono delle ragazzine… :roll:

Critica "Nella filmografia di Damiani, 'L'inchiesta' costituisce un episodio abbastanza anomalo. Regista molto legato al presente, con predilezione per le vicende di corposa e sanguigna drammaticità, si è invece cimentato in questa occasione con una storia ambientata negli anni immediatamente successivi alla morte di Cristo (...).Sul piano dei contenuti, il merito maggiore de L' inchiesta è quello di mantenersi pressoché sempre coerente all'impostazione di un dramma intellettuale, con poche e tutto sommato irrilevanti concessioni nei terreni altri di suggestioni più facili, di emotività più epidermiche." (Mario Milesi, 'Bergamo Oggi', 17 aprile 1987)

"Non so se uno spunto geniale come quello dell''Inchiesta' sia caduto nelle mani migliori, dopo i precedenti tentativi falliti da Magni, Montaldo, Festa Campanile. Così com'è, il film passa da momenti efficaci, intensi, che quasi sempre coincidono con la presenza di Carradine, ad altri di più labile impatto. (...) Giudicato come thriller, 'L'inchiesta' non sfigura, con quel suo ingegnoso colpo di scena finale: gli giova meno, mi pare, una vaga struttura da kolossal, da peplum fuori tempo." (Gabriele Porro,'Il Giorno', 14 febbraio 1987)

"Il film è infatti quanto di più modesto e, nonostante i riferimenti all'attualità, anacronistico si possa immaginare, uno sceneggiato televisivo in stile anni Cinquanta che per la sua piattezza e ovvietà ci lascia quasi del tutto indifferenti. (...) Un rispettabile regista come Damiano Damiani non avrebbe dovuto cadere in questo trabocchetto. Buon per lui che 'L'inchiesta' non sia stato accolto in concorso all'ultima Mostra di Venezia: sarebbe stato frustato a sangue dalla critica internazionale, con grave pregiudizio del successo che il film potrà avere sui mercati internazionali facili a contentarsi. Vi recitano Keith Carradine (Tauro), Harvey Keitel (Pilato), Phyllis Logan (Claudia), Lina Sastri (Maria Maddalena). E fra le pieghe c'è un grande amore inappagato." (Giovanni Grazzini, 'Il Corriere della Sera', 14 febbraio1987)


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