Torino (Turin in piemontese) è la quarta città italiana per popolazione con 902.255 abitanti. Capoluogo dell'omonima provincia e della regione Piemonte, nonché uno dei maggiori centri universitari, culturali e scientifici del Paese, e’ stata la prima capitale d'Italia. Torino e’ sempre stata considerata una città sacra e diabolica, l’unica ad avere due cuori: uno bianco e uno nero. Secondo la tradizione esoterica la città, assieme a Praga e Lione, costituisce uno dei vertici del triangolo della magia bianca, ma nello stesso tempo, con San Francisco e Londra, anche di quello della magia nera. Torino è considerata la città misteriosa per eccellenza. Punto di incrocio di linee energetiche negative e positive, secondo una leggenda, sarebbe stata fondata nel 1500 a.C. addirittura dagli Egizi. I rapporti della città con l'Egitto sono molto intensi, non per niente Torino ospita il museo egizio più importante d'Europa, secondo soltanto a quello del Cairo. Torino, nell'antichità, ospito tra l'altro, importanti personaggi, come Nostradamus, Cagliostro, Saint-Germain, Fulcanelli e Paracelso. Fin dal '500 fu il luogo d'incontro di tutti gli alchimisti d'Europa, a causa della presunta presenza sotto il Palazzo Reale delle Grotte Alchemiche, luogo propizio naturale per gli esperimenti alchemici. Ho detto "presunta" perché la loro realtà non è stata ancora accertata. Tempo fa, durante i lavori della metropolitana, ci furono dei problemi e i progettisti, per ragioni a noi ignote, dovettero cambiare i loro piani e far deviare la linea della metro di novanta gradi dalla loro traiettoria originale. Non si sa perché. Probabilmente, ostacolati dalla presenza di questo luogo mistico. Ma allora, c'è ancora qualcuno che vi lavora all'interno? Qualcuno di potente, capace di far cambiare agli ingegneri i loro progetti? Ci sarebbe da indagarci sopra…
Punto fisico di separazione tra città del Bene e città del Male quel tratto di cancellata del Palazzo Reale compreso tra le statue equestri di Castore e Polluce, dove si apriva l’accesso d’onore al Palazzo, rifacimento secentesco dell’antica sede vescovile voluto dalla madama reale Cristina di Francia, moglie di Vittorio Amedeo I.
Palazzo reale
A sottolineare la valenza magica della città, la presenza nel Palazzo
dell’Accademia dellme Scienze – ex collegio gesuitico per nobili disegnato dal Guarini - del Museo Egizio, uno dei maggiori del mondo. Nel 1824 venne acquistata la collezione di Bernardino Drovetti, costituita da oltre 8000 oggetti tra statue, papiri e stoffe, sarcofagi e mummie, oggetti di bronzo,amuleti, monili e simboli del culto degli dei, oggetti della vita quotidiana e quant'altro.
Orbene, a detta di autorevoli occultisti, alcuni reperti sarebbero dotati di carica benefica, altri di carica malefica.
Il Museo, quindi, sarebbe campo di interminabile battaglia tra le forze del bene e del male. Per fortuna, gli oggetti benefici sembrano essere in maggioranza

Obelisco di piazza Statuto
Piazza Statuto rappresenta il "cuore nero" della città per due motivi: perché si trova ad occidente e quindi, secondo i romani, in posizione infausta per il tramonto del sole, confine tra il Bene e il Male; e perché qui vi era la "vallis occisorum" (da cui prese il nome l’attuale quartiere Valdocco), luogo di uccisione e di sepoltura. La necropoli potrebbe essere vastissima ed estendersi sotto corso Francia, corso Principe Eugenio, via Cibrario e via San Donato, che si diramano a raggiera dalla piazza. Il patibolo rimase per secoli in piazza Statuto, poi i francesi lo spostarono dove ora c’è l’incrocio tra corso Regina Margherita e via Cigna, soprannominato " ‘l rondò dla forca". Coincidenza vuole che dall’aiuola centrale di piazza Statuto si acceda alla sala di comando dell’intero sistema di fogna nera della città. È probabile che i corpi dei giustiziati siano ancora sotto corso Francia e via Cibrario.
E a ben guardare, nel cuore del piccolo giardino di piazza Statuto, si trova un tombino... per i più suggestionabili è la Porta dell'Inferno, per i più prosaici conduce al nodo centrale delle fogne nere della città.
All'imbocco della piazza si trova la Fontana del Frejus, costruita in ricordo dei caduti nella costruzione del traforo, che però è stranamente rivolta verso via Garibaldi, e non verso corso Francia e il traforo. Racconta la tradizione che
l'angelo che sovrasta l'obelisco sia in realtà Lucifero.
E sempre nei pressi di piazza Statuto, il più vicino possibile al patibolo, abitava un tempo il boia di Torino, per la cronaca in via Bonelli, una strada stretta e quasi mai assolata.
Sempre vestito di nero, girava per tutta la regione portando una borsa con i "ferri del mestiere" e un listino prezzi per ogni differente tipo di uccisione.
A lui, inoltre, toccava punire coloro che avevano fatto fallimento: i condannati venivano battuti ripetutamente su una panca di legno alta circa 10 centimetri e posta nei pressi di via Corte d'Appello, fino a che il legno non cedeva.
|
Sempre vestito di nero, girava per tutta la regione portando una borsa con i "ferri del mestiere" e un listino prezzi per ogni differente tipo di uccisione.
A lui, inoltre, toccava punire coloro che avevano fatto fallimento: i condannati venivano battuti ripetutamente su una panca di legno alta circa 10 centimetri e posta nei pressi di via Corte d'Appello, fino E sempre nei pressi di piazza Statuto, il più vicino possibile al patibolo, abitava un tempo il boia di Torino, per la cronaca in via Bonelli, una strada stretta e quasi mai assolata.
Sempre vestito di nero, girava per tutta la regione portando una borsa con i "ferri del mestiere" e un listino prezzi per ogni differente tipo di uccisione.
A lui, inoltre, toccava punire coloro che avevano fatto fallimento: i condannati venivano battuti ripetutamente su una panca di legno alta circa 10 centimetri e posta nei pressi di via Corte d'Appello, fino a che il legno non cadeva
|
Fontana Angelica, Piazza Solferino
acra sindone
La chiesa della Misericordia, in via Barbaroux, consegna al giudizio della Storia usanze horror: in teche di vetro sono conservati il registro dei condannati, i cappucci neri, il "bicchierin" dell'ultimo sorso e il crocifisso.
Qui veniva data ai condannati l'estrema benedizione e la sepoltura.
Da via Bonelli si prende via Bellezia, che dopo via Garibaldi diventa via Botero, alla fine della quale si entra in una delle piazze di Torino, piazza Solferino. Al margine dell’aiuola alberata si trova la Fontana Angelica, luogo magico
e misterioso ricco di significati allegorici, che rappresenterebbe la Porta verso l’Infinito. Imboccando via San Tommaso si arriva poi alla piccola
piazzetta del Corpus Domini, sede dell’omonima chiesa, dove è ancora conservato il calice protagonista del miracolo p iù famoso avvenuto a Torino. La tradizione narra di un ladro che aveva rubato l’ostensorio nella chiesa di Exilles; il calice uscì dal sacco dove era stato nascosto e si librò in aria fino a che il vescovo non lo pregò di scendere. Una lapide all’interno della chiesa ricorda l’avvenimento.
Dalla piccola piazza a piazza Castello la distanza è minima. Qui ci troviamo proprio al centro di Torino, il suo "cuore bianco", che gli studiosi dell’argomento localizzano tra la piazzetta Reale e i giardini, in particolare attorno alla fontana dei Tritoni. Il luogo è considerato tale anche perché non bisogna dimenticare che vicino sono custodite preziose reliquie, prima fra tutte per im portanza la Santa Sindone, racchiusa nel Duomo. Un esoterista ha spiegato che essa "racchiude in sé i quattro elementi che compongono l’Universo: Terra, Fuoco, Aria e Acqua. E’ nata dalla Terra come un fiore di lino, è stata tessuta dall’uomo, ha viaggiato attraverso l’Acqua, attraverso l’Aria, ossia il tempo, mentre il Fuoco è Cristo medesimo, è la luce, la conoscenza... Nessun incendio potrà mai distruggerla, perché il fuoco è già in essa. Tante volte il fuoco l’ha sfiorata, ma la Sindone ha sempre vinto". La tradizione vuole che chi possiede una reliquia del Cristo le possegga tutte, così nei sotterranei della Basilica di Maria Ausiliatrice si trova una croce fatta con il legno di quella su cui Gesù fu crocifisso, e la leggenda vuole che in un punto della collina torinese sia sepolto il Sacro Graal.

Si narra che a Torino vissero personaggi importanti e misteriosi, tipo Nostradamus che giunse a Torino nel 1556, convocato a corte dal duca Emanuele Filiberto per curare la sterilità della moglie, Margherita di Valois.
Egli riuscì a far nascere l’agognato erede, Carlo Emanuele.
Nostradamus fu "mago" di corte e consigliere "speciale" dei Savoia, ma anche alchimista, astronomo e astrologo.
Soggiornò a poche centinaia di metri da piazza Statuto, in via Michele Lessona, nella villa Domus Morozzo.
Qui era collocata una lapide incisa dallo stesso mago e recante l’enigmatica scritta: "Nostradamus ha alloggiato qui, dove c’è il Paradiso, l’Inferno e il Purgatorio.
----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Io mi chiamo la Vittoria, chi mi onora avrà la gloria, chi mi disprezza avrà la rovina intera".
Casa Savoia, come ogni famiglia regnante che si rispetti, ha le sue misteriose apparizioni.
La duchessa Maria Cristina di Francia - a voler essere più precisi, il suo fantasma - certe notti passeggerebbe ancora per il suo palazzo.
Si dice che si aggiri per le sontuose sale, sfiorandone nostalgica i muri e riandando con la memoria al bel tempo che fu!
Cristina era la sposa giovanissima di Vittorio Amedeo I. Rimasta vedova ancora giovane nel 1637 assunse il potere in qualità di reggente del figlio Carlo Emanuele II.
E fin qui si spinge la storia ufficiale... Le voci popolari dicono che la bella Madama si "sbarazzasse" senza troppi indugi dei suoi amanti.
Per una singolare coincidenza, tutte le sue fiamme "si perdevano" nelle gallerie sotterranee o scivolavano "accidentalmente" nel Po.
Questi uomini divenuti ormai fantasmi, tornavano a girovagare di notte nei giardini intorno al castello e sotto gli innumerevoli portici della città.
Stemma di Casa Savoia |

Chiesa Della Gran Madre Di Dio |
riservato a pochi, che tante volte e in tanti modi si è cercato di interpretare e che alcuni collegano alle profezie di Nostradamus. La leggenda vuole che all’interno della chiesa non possa essere appeso nessun crocefisso, in quanto si spezzerebbe…
…Ma tutte queste informazioni , che compongono solo un veloce ritratto della città magica, non possono trasmettere la magia dell’aria che si respira in alcune vie del centro storico. L’unico modo per capirla e viverla davvero, è esserci…

Ho cercato di raccontarVi qualcosa della magia che avvolge Torino, spero che Vi abbia interessato quanto basta per tornare nella mia area…A presto con altri racconti!!!
